Cinquecento Anni di Fede e di Storia



Il Miracolo

Agli inizi del ‘500, all’esterno della chiesetta di Santa Maria, collocata all’ingresso di Ponte Nossa, si trovava un dipinto attribuito al pittore Giacomo Busca, che rappresentava Gesù Crocifisso con accanto San Giovanni e Maria. Il 2 giugno 1511 l’occhio sinistro della Madonna fu visto piangere lacrime di sangue da una fanciulla che, con alcune coetanee, stava pascolando un gregge nelle vicinanze. Le ragazze asciugarono le lacrime di Maria con un grembiule e immediatamente  riferirono l’accaduto ad alcuni uomini, tra cui un cavaliere, giunto nel frattempo. L’incredulità di quest’ultimo gli costò la perdita istantanea della vista, recuperata solo dopo che, pentito, si fu rivolto in preghiera proprio alla Madonna che aveva deriso.



Le prime fonti storiche


Esistono numerose fonti storiche che testimoniano quanto accadde. In particolare, il notaio Pietro dei Guerinoni di Gorno, alcuni giorni dopo il miracolo, più precisamente il 10 giugno 1511, descrisse in maniera rigorosa ed efficace il fatto rendendo così il miracolo il primo nella storia della Chiesa ad essere ufficialmente “registrato” con atto pubblico:

Così il notaio  descrisse l’accaduto:

“… una certa immagine della Gloriosissima Vergine Maria nella parete anteriore della chiesa di S. Maria di Campolungo, della Parrocchia di S. Andrea di Premolo della diocesi di Bergamo, vicino all’immagine di nostro Signore Gesù, già da molto tempo dipinta, fu vista mutarsi, e rattristarsi,  e versare sangue dall’occhio sinistro e aprire e chiudere in modo miracoloso  lo stesso occhio” (testo tradotto dal latino)

Il fatto destò un clamore immediato e la decisione, dopo l’approvazione dell’autorità ecclesiastica, di costruire una nuova chiesa, più grande e degna di ospitare al proprio interno l’immagine miracolosa. Dopo circa 60 anni  il santuario venne ultimato, tra non poche difficoltà e con l’aiuto delle parrocchie vicine, e fu consacrato.



La Chiesa di S. Maria Annunciata

 

L’immagine miracolosa della Madonna delle Lacrime Incoronata è oggi custodita nella chiesa parrocchiale di S. Maria Annunciata. Di quest’ultima colpiscono la semplicità e la severità della facciata in pietra grigia, alleggerita da un grande rosone, da alte e strette finestre e da un mosaico dell’Annunciazione nella lunetta sopra il portone.

Al rigore dell’esterno del santuario fa da contrappunto un interno dagli spazi omogenei, ricco di affreschi che risalgono ad inizio ‘900, l’epoca dell’ultimo, sostanziale, ingrandimento dell’edificio. I pittori Giovanni Cavalleri e Fermo Taragni, chiamati per le decorazioni, si fecero espressione di uno stile che risente degli influssi dell’arte preraffaellita e neoquattrocentesca e che si traduce in figure dalle pose morbide e dai colori brillanti.

Uno dei pezzi di maggior pregio della parrocchiale è indubbiamente il polittico cinquecentesco attribuito alla  bottega dei Vivarini, opera organizzata secondo uno schema ben preciso che vede alla sommità l’Onnipotente e ai lati l’Arcangelo Gabriele e Maria Annunciata, accompagnata dallo Spirito Santo in forma di colomba.  La parte sottostante, destinata originariamente ad ospitare l’immagine miracolosa della Madonna, è oggi uno spazio neutro che contribuisce a mettere in risalto il crocefisso ligneo lì collocato. Ai lati, i santi Pietro e Andrea, patroni rispettivamente delle parrocchie di Parre e Premolo, rinnovano la comunanza di fede e di ideali che spinse un tempo le due comunità ad unire le forze per la costruzione della chiesa.

L’immagine miracolosa che attualmente occupa l’altare di destra è un’opera quattrocentesca di Giacomo Busca, pittore clusonese.  Maria e Giovanni si trovano accanto a Gesù  crocifisso dal cui costato scendono il sangue e l’acqua di cui si narra nel Vangelo.

L’altare della Madonna delle Lacrime fu abbellito nel Seicento con piccole colonne ritorte in alabastro accompagnate da un’incisione a ricordo della grazia ricevuta dalla popolazione che, a seguito di una speciale preghiera alla Vergine, fu risparmiata dalla peste.

Nell’800 inoltre la figura di Maria fu solennemente incoronata perché immagine prodigiosa di antica devozione, fatta oggetto di voti costanti.



I Miracoli e gli Ex-voto

 

Molti sono stati infatti miracoli attribuiti alla “Madonna di Campolungo”, come è anche chiamata, così come testimoniato da alcuni degli affreschi presenti all’interno della chiesa: il miracolo del cavaliere accaduto subito dopo la Lacrimazione e la prodigiosa uccisione del coccodrillo attorno alla quale sono fioriti numerosi aneddoti e che è rievocata anche dall’enorme pelle imbalsamata appesa in chiesa.

Piccoli quadri, cuori in argento donati alla Madonna delle Lacrime Incorontata a seguito di un voto esaudito, di una grazia ricevuta.  Tavolette votive che  raccontano con un’unica, sintetica immagine  la drammaticità di una malattia, l’avvento di una disgrazia o la gratitudine immensa per una guarigione insperata. Sono immagini straordinarie che descrivono situazioni  drammatiche con grande forza espressiva nonostante la loro fattura, spesso modesta.

Molti  sono stati questi segni tangibili della fede popolare che negli ultimi cinquecento anni hanno accompagnato la devozione  all’effige di Maria  presente a Ponte Nossa. Un tempo esposti in chiesa, gli ex-voto hanno conosciuto un periodo di oblio. In occasione del 500° Anniversario sono stati restaurati e sono oggi sempre visibili in uno spazio laterale della chiesa appositamente allestito.


Le celebrazioni annuali in ricordo del Miracolo


Ogni anno, dal 1511, la comunità di Ponte Nossa commemora il miracolo chiamato comunemente  dai Nossesi “Apparizione” e non “Lacrimazione”.

Inizialmente ricordata solo con una messa solenne, la celebrazione si è nel tempo arricchita di altri appuntamenti. Particolarmente sentito un tempo era il pellegrinaggio compiuto a piedi da parte dei fedeli delle parrocchie di Parre, Premolo e Gorno che si recavano a Ponte Nossa in occasione del 2 giugno per una preghiera speciale e per il cosiddetto “scoprimento”, la svelatura solenne dell’immagine.

Oggi le celebrazioni mantengono un forte aspetto religioso cui si unisce da tempo anche la  festa popolare. Particolare rilevanza hanno in questo contesto i fuochi d’artificio, la cui tradizione a Ponte Nossa pare risalga addirittura al 1682, e che sono oggi un appuntamento molto atteso.

Da tempo strettamente legata a queste celebrazioni è una tradizione altrettanto sentita a Ponte Nossa, quella del falò del Mas, un grande abete collocato sulla sommità del vicino pizzo Guazza, bruciato proprio in onore della Madonna il 1° giugno, alla vigilia della ricorrenza della Lacrimazione.



I pellegrinaggi


I pellegrinaggi al Santuario della Madonna delle Lacrime Incoronata di Ponte Nossa sono una tradizione che ha radici lontane nel tempo. Primi visitatori della cappella dov’era conservata l’immagine miracolosa prima che fosse costruita la chiesa furono gli abitanti della frazione di Campolungo, conterranei e contemporanei della fanciulla che fu testimone del miracolo.

Successivamente i fedeli delle parrocchie vicine, co-fondatori  del Santuario, dettero inizio alla tradizione del pellegrinaggio a piedi in occasione del 2 giugno di ogni anno. Gli ex voto conservati nella chiesa sono una commovente testimonianza delle frequenti visite e suppliche indirizzate alla Madonna delle Lacrime.

Oggi è possibile rinnovare la tradizione del pellegrinaggio al Santuario di Ponte Nossa come  riscoperta delle proprie radici attraverso un percorso spirituale e storico-artistico  condotto all’interno della chiesa grazie all’aiuto di guide volontarie.