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Madonna delle Lacrime

2 giugno 2017

 

Assiduità e concordia: queste sono le caratteristiche che univano gli apostoli e Maria nel Cenacolo in attesa dello Spirito Santo promesso da Cristo, prima di ascendere al cielo e sedere alla destra del Padre. Assiduità nella preghiera che vogliamo fare nostra. Quanti lumini accesi davanti all’affresco miracoloso della Crocifissione, o per noi più comunemente chiamato “della Madonna”, quanti lumini accesi attestano la devozione e la preghiera di tante persone che in occasione di questa grande festa passano da qui. La devozione però non deve essere solo un fatto esteriore, ma deve riportarci a quegli atteggiamenti che Maria stessa ha fatto suoi fin dal giorno in cui ha ricevuto dall’angelo la notizia che Dio aveva scelto proprio lei per diventare la Madre del Salvatore. Atteggiamenti di preghiera che, come attesta il vangelo di Luca, diventavano meditazione profonda in lei mentre “serbava nel suo cuore” gli eventi prodigiosi che accompagnarono la nascita e la crescita del figlio di Dio, Gesù Cristo, suo e nostro Signore. Atteggiamenti di assiduità che ha mantenuto vivi in lei anche ai piedi della croce, come la vediamo addolorata dall’affresco miracoloso che divennero motivo di gioia per la risurrezione del figlio. Assiduità nell’attesa dello Spirito, unita alla prima comunità della quale sicuramente si sentiva parte integrante, perché sapeva bene che lo Spirito Santo promesso da Cristo sarebbe da lì a poco sceso su di loro. Questi atteggiamenti di Maria vogliamo oggi farli nostri. Non possiamo infatti venerarla con grande affetto senza imparare da lei e agire come lei. Mettiamoci dunque anche noi nella predisposizione di accogliere il dono dello Spirito Santo che nella Pentecoste vogliamo abbondantemente invocare su noi, sulle nostre comunità, sulle nostre famiglie e su noi stessi. Maria, che dello Spirito Santo è diventata dimora con il suo «Eccomi», ci aiuti a diventare noi stessi casa nella quale abita lo Spirito. Lasciare infatti che lo Spirito di Dio entri in noi, significa lasciarsi abitare da Dio che guida i nostri passi, illumina le nostre scelte, ci sostiene nelle fatiche quotidiane che incontriamo a casa, in famiglia, sul lavoro, nella scuola. Spirito che ci incoraggia a non mollare nel compiere il bene, in un mondo che troppo spesso ci parla solo di violenza e di morte. Lo Spirito del Signore risorto ci sveglia dal torpore di chi è abituato a far finta di niente, di chi pensa che se il mondo va a rotoli è sempre colpa di altri, di chi non muove un dito perché nel proprio piccolo il bene vinca il male. E Maria oggi è qui con noi per dimostrarci che la nostra esistenza non è un qualcosa di personale e che la nostra fede non va vissuta solo a livello interiore. Maria, anche lei concorde e unanime con gli apostoli, ci sta insegnando che ogni singola candela è sullo stesso piano delle altre, che la manifestazione della nostra devozione è posta accanto a quella di altre persone che prima e dopo di noi passano davanti a lei per chiedere una protezione e una grazia. Questo ci ricorda che la nostra preghiera, che manifesta la nostra fede, è in comunione con quella di tante altre persone. Ecco cosa fa lo Spirito Santo: ci unisce tutti in una famiglia, concordi e unanimi nella fede, nella speranza e nella carità, per sostenerci a vicenda e vivere la nostra familiarità unita a quella di Maria che veglia su di noi e, da madre premurosa qual è, ci tiene uniti nell’amore che il figlio suo ci ha donato dalla croce stessa e che lo Spirito Santo ci aiuta a vivere ogni giorno. Chiediamo questa grazia a Maria accendendo il nostro lumino davanti al suo volto. Non diamole motivo di piangere ancora per la nostra indifferenza nei confronti dell’azione dello Spirito, o a causa dei nostri rancori. Non diamole motivo di piangere ancora per la mancanza di fede in Cristo o per una fede “fai da te”. Chiediamole la grazia che possa sorridere a noi che ricorriamo a lei e da questo sorriso posiamo attingere la gioia di essere figli di Dio che vivono la caratteristica dell’assiduità della preghiera e la concordia tra loro.