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V di Pasqua B

Domenica della Confermazione

2 maggio 2021

 

L’apostolo Paolo racconta di come aveva visto il Signore e annuncia il Vangelo a tutti, anche a quelli ai quali questa Parola dava fastidio rischiando la vita, cosa che a Roma, poi, donerà pienamente per il Signore. Ma chi glielo fa fare di rischiarla? Che forza ha dentro? La risposta è una sola: lo Spirito Santo. Sì, è lo Spirito a dare forza a Paolo e agli altri apostoli nel predicare il Vangelo e più essi predicano più lo Spirito agisce nel cuore degli uomini portandoli alla fede: la Chiesa – leggiamo negli Atti degli apostoli – si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con il conforto dello Spirito Santo, cresceva di numero.

Lo Spirito Santo, ricevuto nel Battesimo e confermato nella Cresima, agisce anche in noi oggi e ci rende testimoni del Vangelo se ci lasciamo guidare dalla sua forza inesauribile che ci spinge a viverlo, più ancora che a predicarlo con le parole. San Giovanni ce lo ribadisce: Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità. Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato. Se Dio ci ha concesso il suo Spirito, perché mai rifiutarlo o non lasciarlo agire in noi?

Quanti apostoli del Vangelo anche oggi, animati dallo Spirito, continuano ad annunciare il Vangelo rischiando la vita o donandola addirittura. È notizia di questi giorni dell’uccisione in Perù di una donna, Nadia, consacrata, che viveva il Vangelo a servizio di una casa famiglia. Il Vangelo è la bella notizia, la buona notizia che spesso si scontra con questo mondo dominato dal male, dove le tenebre lottano contro la luce, ma dove l’amore ha sempre la meglio. Questo è il segno più concreto che le parole di Giovanni sono attuali: non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità.

L’amore che come cristiani viviamo in questo mondo dominato dalla violenza e dall’odio lo traiamo da Cristo che ci ha detto: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli». Il frutto di cui parla il Signore è l’amore che siamo chiamati a versare come fosse il vino buono che si ricava da una buona uva attaccata a un’ottima vite. Da quella vite nasce l’uva e dall’uva il vino buono dell’amore versato sulle tavole della nostra quotidianità e nelle nostre famiglie: questo è ciò che il Signore ci chiede, ma non possiamo staccarci da lui, vera vite, altrimenti secchiamo e niente uva, niente vino buono.

Abbiamo bisogno dello Spirito che nel Battesimo abbiamo ricevuto e nella Cresima abbiamo confermato per aver la forza di restare nel Signore, aggrappati a lui, per portare il buon frutto dell’amore che traspare non dalle parole, ma dai fatti.

Non lasciamoci contagiare da questo mondo, non lasciamoci recidere dalla mentalità odierna che porta lontano da Dio, per mostrare tutta la nostra autonomia: «Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla». Ci sentiamo invincibili, infallibili, capaci di tutto, ma non riusciamo ad ammettere che senza Dio saremmo come tralci seccati e pronti ad essere smaltiti.

Il nostro mondo ha bisogno del vino buono che viene dalla Vite, Cristo, che produce in noi i frutti dello Spirito. Essi sono: Amore, Gioia, Pace, Pazienza, Benevolenza, Bontà, Fedeltà, Mitezza e Dominio di sé, come li elenca Paolo nella sua lettera ai Galati (5, 22), dopo che lo Spirito Santo ha recato a noi i suoi sette doni: Intelletto, Consiglio, Fortezza, Sapienza, Scienza, Pietà e Timor di Dio.

Lasciamo agire in noi lo Spirito che il Risorto ci dona, e il Sacramento della Cresima ci doni stappare una bottiglia di vino buono, che spanda la fragranza del frutto della vera vite che è Cristo.