Ascensione del Signore B

16 maggio 2021

Domenica della Santa Unzione

 

Chi sono quelli che credono alla parola degli apostoli? Siamo noi i credenti in Cristo? Perché se il Signore, prima di ascendere al cielo, ha pensato anche a noi, allora siamo fortunati, anzi, siamo colmati di una grazia speciale che ci permette di continuare l’opera di Cristo nel mondo di oggi. Le sue parole sono state chiare verso coloro che credono all’annuncio del Vangelo: «Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

Chi ha scacciato per primo i demòni? Cristo. Anche noi siamo chiamati ad essere come Cristo scacciando il male che ci priva del bene.

Chi ha parlato lingue nuove? Gli apostoli dopo aver ricevuto lo Spirito Santo. Anche noi, investiti di Spirito, possiamo parlare nuove lingue che il mondo non conosce: il linguaggio dell’amore, del perdono, della carità, della benevolenza, della magnanimità, e tanti, tanti altri linguaggi che il Vangelo ci ha fatto imparare.

Chi si è trovato ad avere a che fare con serpenti velenosi? L’antico popolo dell’alleanza quando si rifiutava di credere nel Signore. Noi, al contrario, facenti parte del nuovo popolo della nuova Alleanza non abbiamo più il serpente di rame di Mosè da guardare per essere salvati dal veleno d’aspide, ma abbiamo il Cristo stesso, morto e risorto, che ci salva dal veleno che l’antico serpente inietta in noi insidiandosi tra le nostre caviglie e portando la sostanza letale del male e del peccato al nostro cuore in modo silenzioso e vile, che pian piano ci fa perire e uccide la nostra capacità di bene.

Chi per primo ha imposto le mani ai malati guarendoli? Cristo. Anche noi, suoi discepoli, chiamati da lui ad andare in tutto il mondo a predicare il Vangelo ad ogni creatura, attraverso l’opera sacerdotale imponiamo le mani ai malati e nella Santa Unzione doniamo conforto alle loro sofferenze. Il Signore, che ha tanto sofferto per noi, ci dice per mezzo dell'apostolo Giacomo: «Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati».

Che bello quel gesto tanto antico e sempre nuovo dell’imposizione delle mani sui nostri anziani, sugli ammalati: è la carezza di Dio per loro. È commovente pensare a Dio che, attraverso questo rito, così sconosciuto e così accantonato per paura che sia per la morte anziché per la vita, accarezza le membra sofferenti e doloranti dei nostri malati, non per prenderli con sé a breve, ma per donare loro quella forza spirituale, visto che quella corporale sta sfuggendo, una forza che viene dal Risorto per la nostra risurrezione. Perché temere questa santa Unzione? Perché aver paura di questo santo olio? Esso è il simbolo della forza e della difesa: forza non nel corpo, ma nello spirito e difesa dal nemico, il male, che ci tenta trascinando i nostri cari nella desolazione e nello sconforto, per agire ancor meglio e prontamente. Come i gladiatori si cospargevano di olio per non essere catturati dagli avversari nella lotta, così questo olio santo permette ai nostri anziani e ammalati di difendersi nella lotta contro il maligno. Olio che viene sparso sul capo, sulla testa, là dove i pensieri iniziano ad affievolirsi, la memoria inizia a sfuggire e il comando di tutto il corpo si fa sentire pesante; olio che viene sparso sulle mani, là dove la forza a volte vacilla e la presa non è sempre rapida: olio che rinvigorisce e permette di conservare lo Spirito in un corpo esile.

In un mondo dove l’apparenza vale più della sostanza, dove il corpo conta più della mente, la mano di Dio sui nostri anziani e ammalati li risolleva e pur sperimentando la fragilità della vita, possono gustare la tanto dimenticata potenza amorevole di Dio, che vince ogni apparenza ed è più forte di ogni muscolo.

Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano. Partiamo anche noi, per portare i segni sacri della tenerezza di Dio nel nostro ambiente di vita quotidiana, nelle nostre case, nelle nostre famiglie e anche per voi, nostri anziani e ammalati, stappiamo una bottiglia di vino buono; alla vostra salute, cari nonni: che l’attenzione e l’affetto dei vostri figli e nipoti e di tutta la comunità sia il segno della carezza di Dio per voi che sperimentate sulla vostra pelle e ancor più nel vostro cuore attraverso la Santa Unzione.