Madonna delle Lacrime

Saluto a S. Ecc. Mons. Maurizio Gervasoni

Vescovo di Vigevano

2 giugno 2021

 

Eccellenza,

grazie per aver accolto l’invito a condividere con noi questa nostra festa patronale e per essere qui con noi a presiedere questa solenne Eucaristia. Mi faccio interprete del Sig. Sindaco, dell’intera amministrazione comunale e delle autorità militari, che saluto e ringrazio per la loro presenza, dei parrocchiani di Ponte Nossa e dei tanti pellegrini qui presenti ai quali va il mio “Bentornati” per questo appuntamento annuale che ricorda l’Apparizione di Maria e la sua Lacrimazione avvenuta 510 anni fa come oggi.

Eccellenza, dopo queste parole di accoglienza, mi conceda, se non si offende, di usare un tono familiare con lei, ricordando come prima di essere Vescovo di Vigevano è stato per la nostra terra un sacerdote che nella diocesi di Bergamo ha ricoperto molti incarichi e servizi, e chissà quante volte ha transitato su queste strade, per incontri, Cresime e altri motivi come Delegato del Vescovo.

Caro don Maurizio, potrei ricordarti come professore di antropologia teologica, che a pensare alla sola dicitura mi vengono ancora i brividi, benché tu sapessi catturare l’attenzione di noi, poveri studenti, e il mio esame non fosse andato male. Tuttavia non è questo che voglio ricordare, ma un altro episodio avvenuto quando ero in liceo. Era il mercoledì santo, stavamo preparando i nostri borsoni per tornare a casa dopo la Messa Crismale per le vacanze di Pasqua e mentre riordinavamo gli ambienti del seminario, del quale sei stato vicerettore e professore, a un certo punto la corrente se ne è andata e subito si è diffusa la voce che c’era stato un corto circuito piuttosto serio nel quadro elettrico nella zona delle aule di scuola. L’elettricista era stato portato in ospedale per la medicazione a causa dell’ustione provocata e chi poteva ripristinare il tutto? A un certo punto è tornata corrente, le luci si sono accese e non è mancata un’altra notizia che subito ha fatto il giro dei corridoi: «È arrivato il Gerva e ha sistemato tutto». Eravamo tra lo sbalordimento e l’incredulo, ma quando c’era da sistemare qualcosa in seminario il Gerva era sempre sul pezzo – si direbbe oggi –.

Vedi, don Maurizio, stiamo vivendo ancora un periodo buio, quasi da corto circuito, che dura da più di un anno e forse stiamo vedendo la luce, se pensiamo a questa pandemia. Ma c’è un altro corto circuito che esisteva già prima e che la pandemia ha soltanto accentuato: l’abbandono della fede nei ragazzi e nelle famiglie, nei giovani come negli adulti, e per questo non sembra ancora vedersi una luce nuova. Sono passati 510 anni dalla Lacrimazione di Maria, e sono certo che nel suo cuore la Vergine Santa stia ancora versando lacrime che trasforma in preghiera perché possa intravedersi nella società di oggi la luce di una nuova rinascita nella fede, mentre ci rivolge un sorriso di speranza.

Sono certo però che Maria, come a Cana di Galilea, veglia sempre su noi, suoi figli, sulle nostre famiglie e sulla nostra comunità, permettendoci di ringraziare il Signore per quei bagliori di luce che emanano coloro che del Vangelo hanno fatto la pietra fondante della propria vita e della vita della propria casa, della propria famiglia e dei propri figli che ancora stanno saldi nella fede.

Bastasse chiamare ancora il Gerva per sistemare le cose, come avvenne per quel quadro elettrico, ma sappiamo che non è possibile e non basta. Sono certo di una cosa: la tua preghiera e la tua apostolica benedizione, caro don Maurizio, sarà un’occasione per chiedere al Signore, attraverso l’intercessione di Maria, che il buio finisca e la luce possa presto vedersi ancora anche nella nostra terra, come in terra bergamasca e nella tua Diocesi Lomellina, che vogliamo ricordare e presentare a Maria, insieme al tuo ministero episcopale.