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Battesimo del Signore C

9 gennaio 2022

 

Il tempo della manifestazione del Signore che celebriamo, ci porta a contemplare con gli occhi della fede tre avvenimenti che non possiamo dissociare tra loro, celebrandoli come se fossero accaduti in un unico grande giorno.

 

Tre prodigi celebriamo in questo giorno santo:
oggi la stella ha guidato i magi al presepio,
oggi Cristo è battezzato da Giovanni nel Giordano

per la nostra salvezza,

oggi l'acqua è cambiata in vino alle nozze,
(Cfr. Antifona al Magnificat dei Secondi Vespri dell’Epifania)

 

Così ci spiega questo grande mistero il vescovo san Pietro Crisòlogo:

Oggi i magi, che lo ricercavano splendente fra le stelle, lo trovano che vagisce nella culla. Oggi i magi vedono chiaramente, avvolto in panni, colui che tanto lungamente si accontentarono di contemplare in modo oscuro negli astri. Oggi i magi considerano con grande stupore ciò che vedono nel presepio: il cielo calato sulla terra, la terra elevata fino al cielo, l'uomo in Dio, Dio nell'uomo, e colui che il mondo intero non può contenere, racchiuso in un minuscolo corpo.

Vedendo, credono e non discutono e lo proclamano per quello che è con i loro doni simbolici. Con l'incenso lo riconoscono Dio, con l'oro lo accettano quale re, con la mirra esprimono la fede in colui che sarebbe dovuto morire.

Da questo il pagano, che era ultimo, è diventato primo, perché allora la fede dei gentili fu come inaugurata da quella dei magi.

Oggi Cristo è sceso nel letto del Giordano per lavare i peccati del mondo. Lo stesso Giovanni attesta che egli è venuto proprio per questo: «Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo» (Gv 1, 29). Oggi il servo ha tra le mani il padrone, l'uomo Dio, Giovanni Cristo; lo tiene per ricevere il perdono, non per darglielo.

Oggi, come dice il Profeta: «La voce del Signore è sulle acque» (cfr. Sal 28, 23). Quale voce? «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto» (Mt 3, 17).

Oggi lo Spirito Santo si libra sulle acque sotto forma di colomba, perché, come la colomba di Noè aveva annunziato che il diluvio universale era cessato, così, a indicazione di questa, si comprendesse che l'eterno naufragio del mondo era finito; e non portò come quella un ramoscello dell'antico ulivo, ma effuse tutta l'ubertosità del nuovo crisma sul capo del nuovo progenitore, perché si adempisse quanto il Profeta aveva predetto: «Perciò Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato con olio di letizia a preferenza dei tuoi eguali» (Sal 44, 8).

Oggi Cristo dà inizio ai celesti portenti, cambiando le acque in vino; ma l'acqua doveva poi mutarsi nel sacramento del sangue, perché Cristo versasse, a chi vuol bere, puri calici dalla pienezza della sua grazia. Si adempiva così il detto del Profeta: «Com'è prezioso il mio calice che trabocca!» (cfr. Sal 22, 5).

 

Tre prodigi celebriamo in questo giorno santo:

oggi la stella ha guidato i magi al presepio, perché anche noi possiamo contemplare il Cristo Signore, nato nella nostra carne mortale, venuto ad abitare tra noi, per fare di noi il suo popolo santo, amato da Dio e da lui redento; oggi Cristo è battezzato da Giovanni nel Giordano per la nostra salvezza, perché l’acqua da lui santificata diventasse per noi strumento di salvezza e di incorporazione, come figli di Dio, alla sua Chiesa, per formare un unico popolo che vive nella comunità con lo stile della familiarità e della fraternità; oggi l'acqua è cambiata in vino alle nozze, quelle stesse nozze di Dio con la sua sposa, la nostra Madre Chiesa, perché il Battesimo, rappresentato dall’acqua, e l’Eucaristia di cui ci nutriamo, segnata dal vino, diventino il fondamento del nostro essere cristiani, che formano l’unico corpo di Cristo. Per questo, ti preghiamo umilmente, [o Padre]: per la comunione al corpo e al sangue di Cristo lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo (Preghiera eucaristica II).