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VIII del tempo ordinario C

3 marzo 2019

Al Festival di Sanremo 2007, per la sezione giovani, vince la canzone Pensa, interpretata da Fabrizio Moro. Nel testo di questa canzone troviamo le parole: Pensa prima di sparare;pensa prima di dire e di giudicare, prova a pensare; pensa che puoi decidere tu. Resta un attimo soltanto, un attimo di più. Si tratta di un invito alla riflessione, contro ogni forma di violenza e contro la mafia. Penso che queste parole traducano oggi la sapienza che ci viene dal libro del Siracide, là dove leggiamo: La prova dell'uomo si ha nella sua conversazione. Non lodare un uomo prima che abbia parlato, poiché questa è la prova degli uomini. Infatti non si spara solo con le armi, ma anche con la bocca, con la lingua che è una lama tagliente più di ogni altro oggetto contundente. La parola che esce dalla bocca dell'uomo può ferire più di un coltello, può penetrare nel profondo del cuore più di una pallottola, può devastare più di una bomba. «L'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore», ci ha detto il Signore nel Vangelo. Dalla nostra bocca infatti possono uscire parole arroganti, volgari, insulse, così come possono uscire cattiverie, falsità che mettono in cattiva luce gli altri per sentirsi migliori, ma anche ipocrisie, calunnie e bestemmie. Quando escono dalla bocca cose simili, significa che il cuore di chi pronuncia queste cose non è in pace, è un cuore malato, soffocato, rabbioso, perché se la bocca sparla, il cuore brucia. Dal nostro cuore invece devono emergere cose buone, parole belle, elogi, attenzioni, incoraggiamenti, preghiere di lode. Quando dal cuore escono intenzioni buone, che sulle labbra acquistano un suono positivo, allora significa che siamo in pace e che il Dio della pace è in noi. Spesso dal cuore dell'uomo escono anche discorsi banali, stupidi, senza senso. E dove sta la sapienza che ci permette di giudicare un uomo in modo positivo? Da ciò che una persona dice possiamo valutare il suo stato, il grado della sua saggezza, la sua stessa intelligenza, la capacità di rapportarsi alla realtà e di saperla misurare. Da una bocca che parla solo di sciocchezze e stupidaggini, che porta a esaltare se stessi per calunniare gli altri, che conduce chi è a fianco su strade sbagliate, non può che uscire ignoranza. E dove sta l'ignoranza? Sta proprio nel voler togliere la pagliuzza dall'occhio del fratello senza accorgersi della trave che è nel proprio occhio. L'ignoranza sta nel non lasciarsi aiutare a rimuovere ciò che c'è nel proprio occhio, avendo la supponenza di vedere chiaramente, pretendendo di levare il pulviscolo dall'occhio di chi ci sta di fronte facendolo diventare un macigno. Ci serve allora la saggezza che viene dall'alto, da Dio, perché ci insegni a valutare sempre ciò che esce dalla bocca altrui, ma soprattutto ciò che proferisce la nostra. Perché è sempre più facile giudicare gli altri che se stessi, ma giudicare se stessi e poi gli altri è indice di vera sapienza, perché come ci dice Gesù Cristo dobbiamo fermarci a pensare un po' di più, per non correre il rischio di valutare un sassolino presente nell'altro come un grosso masso, pensando che la trave in noi sia solo una piccola scheggia. Eh sì, è sempre più immediato trovare i limiti e i difetti altrui prima che i propri, perché fa meno male sfilare la pagliuzza dall’occhio del fratello, piuttosto che lasciarsi sfilare la trave che è nel proprio. D'altra parte, dopo aver acquistato questa saggezza che ci permette di valutare bene le cose, dovremo imparare a valutare anche coloro che ci stanno davanti, per non correre il rischio di essere trascinati su strade cattive che ci portano a fare scelte sbagliate. Anche questo è sintomo di saggezza: saggezza che chiediamo in particolare per coloro che governano il nostro e ogni paese del mondo, abituati ormai a puntare il dito contro chi manifesta il pensiero opposto, di qualsiasi linea politica; saggezza che chiediamo per il Papa, i vescovi, i sacerdoti chiamati ad annunciare quel Vangelo che spesso non vivono e io sono il primo a correre questo sbaglio; saggezza che chiediamo per chi nella società insegna ed educa, perché viva sempre ciò che trasmette; saggezza che chiediamo per i genitori, perché andando controcorrente sappiano mostrare ai propri figli la via giusta da seguire, anche se spesso si tratterà di rimetterci la faccia, anche in campo vocazionale; saggezza che chiediamo per i ragazzi e i giovani, sempre così sballottati da sciocchezze che li portano a rovinare se stessi e gli altri, anziché seguire la chiamata del Signore, anche quando questa porti verso la direzione sacerdotale e religiosa. Ma come ci ha detto la canzone, prima di sparare un giudizio affrettato contro qualcuno, prima di lasciarti abbindolare da persone sbagliate, prima di fare qualsiasi scelta e proferire parole a caso, pensa, perché basta un attimo di più per fare la cosa giusta.